RECENSIONE: Il Dilemma Di Drizzt  –  R.A. Salvatore (V. 1/3)

Posted by on Set 7, 2011 in Fantasy - Recensioni





Il Dilemma di Drizzt è il primo libro della Trilogia Degli Elfi Scuri, scritta da Robert Anthony Salvatore e ambientata nei Forgotten Realms per il gioco di ruolo Dungeons and Dragons.
Il personaggio principale è un elfo scuro, Drizzt Do’Urden, uno dei personaggi più noti nel panorama fantasy mondiale.



Chi di voi non ha mai sentito parlare di Drizzt Do’Urden?

Bè, forse qualcuno di voi potrebbe non conoscerlo vuoi perché è da poco che si interessa al mondo del fantasy vuoi perché non è appassionato dei giochi di ruolo.
Alcuni di voi potrebbero addirittura averlo incontrato e non ricordarsene!
Non per strada intendo, ma in videogiochi di ruolo quali ad esempio il mitico Baldur’s Gate (I e II), dove è possibile addirittura sfidarlo a duello e impossessarsi delle sue preziose (e potenti!) armi: due scimitarre.

Drizzt è un drow, un elfo scuro creato dalla penna dello scrittore statunitense R.A Salvatore, nato ed allevato a Menzoberranzan, nel Buio Profondo,

il mondo segreto che si trova sotto alla superficie brulicante dei Reami Dimenticati, il cui cielo è una volta di arida pietra e le cui pareti mostrano la grigia indifferenza della morte alla luce dell torce degli abitanti della superficie che sono tanto sciocchi da capitare qui.

In questo luogo dominano i drow,

i più micidiali tra gli essere letali, e tutte le altre razze trattengono prudentemente il fiato al loro passaggio.

Voi abitereste in un luogo del genere? Drizzt è un combattente formidabile, il più abile di tutta Menzoberranzan, ma è allo stesso tempo intelligente e acuto: il Dilemma di Drizzt è proprio questo, rimanere nel Buio Profondo con i suoi simili o fuggire e cercare un luogo che meglio si adatterebbe al suo modo di vivere e ai suoi princìpi?

Ma andiamo con ordine.

Attenzione, qualche riferimento alla trama! Se lo desideri, puoi proseguire dopo il messaggio di SAFE READING più in basso.
Il Dilemma Di Drizzt copre un arco temporale che va da poco prima della sua nascita sino a quando il protagonista termina l’accademia di Melee-Magthere, a circa venticinque/trentanni (un elfo scuro vive in media cinque secoli, ma alcuni possono anche superare gli otto).
Il libro ci introduce per la prima volta nella società drow, retta dai princìpi ispirati dalla Regina Ragno Lloth: ambizione e crudeltà volte a

mantenere i suoi ‘figli’ drow lungo il loro percorso di auto-reclusione.

Sì, perché tutto il popolo drow vive recluso sotto terra dove, le storie narrano, i drow sono stati cacciati dai crudeli elfi della superficie (le ‘fate’, come sono chiamati nel libro). Tutto quello che i drow conoscono della propria storia fonda le proprie radici nella menzogna creata dalla regina ragno, che incutendo timore e odio nelle menti del suo popolo, li costringe ad una vita isolata nell’oscurità del Buio Profondo. È in questo luogo che essi coltivano il proprio odio verso il mondo della superficie e verso tutte le altre razze: elfi della superficie, gnomi svirfnebli, nani e umani.

Per capire meglio il mondo che circonda Drizzt, possiamo citare una frase alquanto esplicativa, la prima di tutto il libro (dopo il preludio):

Rango: in tutto il mondo dei drow non esiste una parola più importante.

Il concetto di rango guida infatti questa società, nella quale le uccisioni e i massacri sono tollerati e restano impuniti se effettuati secondo determinati canoni, quali la segretezza e l’organizzazione. Un luogo nel quale l’assassino è incoraggiato ad uccidere, purchè lo faccia senza lasciare testimoni, per compiacere la regina ragno Lloth e per assurgere ad un ruolo di maggiore rilievo.
Un posto dove ci si uccide per salire di rango, per essere la famiglia più importante e temuta, per avere un prestigio ottenuto tramite il tradimento in una società che

promuove il tradimento contro coloro che l’ottengono.

È in questo inferno in cui nasce Drizzt, secondo genito di casa Do’Urden, meglio conosciuta con l’antico nome di Daermon N’a’Shezbaernon, decima casa di Menzoberranzan. Una fortuna sfacciata insomma!

In tutto il libro solo due persone sembrano non aderire ai princìpi della regina ragno, sentendosi soffocare dal clima di odio e crudeltà che permea il regno drow: sono lo stesso Drizzt e Zaknafein.
Entrambi risultano però prigionieri del sistema, un sistema che non è riuscito a corrompere la loro natura ma che è comunque in grado di porre solide sbarre impedendo una loro fuga e salvezza:

‘Dove potrei andare’ si chiese. ‘Viaggiare nel Buio Profondo, dove il nostro popolo è cosi disprezzato e un singolo drow diventerebbe un bersaglio per qualsiasi essere lo incontrasse? O in superficie, forse, e lasciare che la sfera di fuoco del cielo mi bruci gli occhi, in modo che io non possa assistere alla mia morte quando gli elfi mi piomberanno addosso?’

L’aria che si respira in tutto il libro è dunque piuttosto opprimente. Drizzt è sempre confinato o in casa propria o in accademia o in qualche cunicolo ai margini della città, in missione esplorativa o di ricognizione.
Allo stesso tempo è oggetto della vendetta di più di una persona, che trama nell’ombra per porre fine alla sua esistenza. Anche questo è in linea con i canoni della società drow, dove l’avanzare di livello o di rango sembra l’unica cosa che guidi l’esistenza delle persone.

Oltre a tutto questo, un aspetto che contribuisce a rendere il tutto più suggestivo è il fatto che le diverse casate della città siano rette dalle matrone, figure dunque femminili, che ricoprono il ruolo più elevato nella gerarchia famigliare, dove gli uomini sono considerati esseri inferiori e utilizzati solo per loro doti di combattenti e per scopi riproduttivi. È in quest’ottica che dobbiamo vedere le figure di Drizzt e di Zaknafein, entrambi grandissimi combattenti, probabilmente la coppia di spadaccini migliore in tutta
Menzoberranzan.

Nonostante la loro anima non sia stata schiavizzata dai precetti di Lloth, rimangono entrambi prigionieri della loro ignoranza verso il mondo che li circonda al di fuori di Menzoberranzan. Lo stesso Zaknafein, pur avendo vissuto secoli più di Drizzt, ancora crede che

troppe altre razze agognano il sagnue dolce degli elfi scuri

e lo stesso Drizzt, quando viene inviato in missione in superficie, nel senitre gli odori allettanti della primavera, di

profumi di fiori dai nuovi boccioli e di alberi fioriti […] dovette ricordare a se stesso più e più volte che il luogo a cui si stavano avvicinando era decisamente malvagio e pericoloso e che i profumi potevano essere una diabolica lusinga, un’esca per attirare le creature fiduciose nella morsa assassina del mondo della superficie.

D’altronde,

dal primo giorno in cui erano in grado di comprendere la parola parlata, ai bambini drow veniva insegnato che la responsabilità per qualsiasi cosa non funzionasse nelle loro vite andava attributa agli elfi che vivevano in superficie.

SAFE READING
Dunque il libro è maggiormente dedito ad un illustrazione generale del mondo drow, delle condizioni nelle quali viene alla luce Drizzt e dei suoi primi mentori ed esperienze con i suoi simili. D’altronde è il primo libro della serie e il suo compito è quello di introdurci ai precetti di una città-stato come Menzoberranzan, così diversa dal modo in cui siamo abituati a vivere quotidianamente. O forse non troppo diversa, dipende a quali lidi guardiamo e facciamo riferimento, ma sicuramente l’imbarbarimento di alcune nazioni sulla Terra, qui nel fondo dei Reami Dimenticati è portato all’eccesso.

Da un punto di vista più tecnico, il libro è ben scritto e impostato. Dettagliate descrizioni dell’ambiente così peculiare nel quale vive Drizzt sono alternate alle profonde riflessioni del protagonista sulla sua condizione. Non mancano combattimenti e personaggi che tramano nell’ombra per portare maggiore action e suspance.
Un buon libro, di facile lettura, dal taglio semplice ma allo stesso imperniato su concetti profondi.

Cosa ne sarà di Drizzt? Quali decisioni prenderà per la sua sopravvivenza? Riuscirà a sopravvivere insieme alla sua unica e fidata amica, la tigre Guenhwyvar?

Lo sapremo solo leggendo…”La Fuga Di Drizzt”.


La Trilogia Degli Elfi Scuri è composta da 3 volumi:






Valutazione FANTASYSERIES.it:
 
PRO
  • Il mondo sotterraneo di Menzoberranzan, retto dai suoi “particolari” princìpi, è davvero affascinante e meravigliosamente descritto in tutte le sue sfaccettature.

  • Commuovente il rapporto tra Drizzt e Zaknafein.

CONTRO
  • La storia è piuttosto scarna e lineare, senza particolari intrecci e/o colpi di scena.

DA TENERE IN CONSIDERAZIONE
Drizzt è uno dei personaggi più noti del genere fantasy e compare anche nei due videogiochi della serie “Baldur’s Gate”.

PERCHÉ AQUISTARLO
  • Se si è appassionati di fantasy e anche di giochi di ruolo, è d’obbligo leggere le avventure dell’elfo scuro Drizzt Daermon N’a’shezbaernon

NOTE:

SERIE: La Trilogia Degli Elfi Scuri (titolo originale: The Dark Elf Trilogy)
AUTORE: Robert Anthony Salvatore
TITOLO: Il Dilemma di Drizzt
VOLUME: 1
PRECEDUTO DA:
SEGUITO DA: La Fuga di Drizzt

TITOLO ORIGINALE: Homeland
ANNO PRIMA PUBBLICAZIONE: 1990
ANNO PRIMA PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 1998
PRIMA CASA EDITRICE IN ITALIA: Eco
ATTUALMENTE EDITO DA: Armenia
PAGINE: 286
TRADUZIONE (ARMENIA 2001): NICOLETTA SPAGNOL



Per maggiori informazioni:
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