RECENSIONE: L'Apprendista Assassino  –  R. Hobb (V. 1/3)

Posted by on Mag 13, 2011 in Fantasy - Recensioni





L’Apprendista Assassino è il primo libro della Trilogia Dei Lungavista, una serie fantasy nata dalla penna della scrittrice statunitense Robin Hobb e apparsa per la prima volta in Italia nel 2003.


Fitz, Burrich, Umbra, Molly, Veritas, Regal e Sagace. Pochi altri personaggi ricoprono un ruolo importante in questo primo libro della Trilogia dei Lungavista.

Che dire?
Mi aspettavo sinceramente di più da questo primo volume della serie, dal momento che da più parti ho letto critiche positive su quest’opera della scrittrice statunitense Robin Hobb.
Va anche detto che le stesse persone considerano la Trilogia dell’Uomo Ambrato, il seguito di quella dei Lungavista, di un livello più alto e più avvincente. Non avendola ancora letta non posso però al momento fare dei paragoni.

Quello che possiamo dire di questo primo tomo è che risulta interamente scritto dalla mano dello stesso Fitz, il protagonista, in un tempo/luogo che segue gli avvenimenti descritti nel libro stesso. Non sappiamo infatti in che condizioni sia il bastardo di Chevalier nel momento in cui redige le pagine che stiamo leggendo, ma qua e là la Hobb ci lascia qualche indizio, e da quello che traspare sembra che le sue condizioni non siano ottime e che molti anni siano passati dagli avvenimenti riportati nel libro. Gli eventi sono quindi spesso descritti in prima persona con ampio uso di discorsi indiretti, e i dialoghi sono meno frequenti rispetto ad altri libri. Questo aspetto non mi è piaciuto molto: si ha troppo spesso l’idea di leggere fatti ed accadimenti già avvenuti (ed effettivamente è proprio così) e questo, almeno per me, fa perdere parte della suspense e alla lunga un po’ annoia.

Grande cura è stata dedicata al ritratto di Fitz, dai suoi primi anni alla corte di re Sagace fino alla tenera età di circa quattordici anni, quando per la prima volta gli viene assegnata una missione di particolare importanza, in veste di assassino. Gran parte della storia si svolge alla corte del re, nel suo castello, e nel quartiere portuale di Borgo Castelcervo dove il giovane fa conoscenza con Molly ed altri ragazzi della sua età.

Un altro aspetto che non mi ha particolarmente entusiasmato è stata la scelta dell’autrice di chiamare i personaggi del libro con nomi che rimandano a caratteristiche proprie del carattere delle persone. Così il Re è Sagace, e sagace nella storia quanto il suo nome puntualmente ci ricorda; Regal ha un portamento regale, vanitoso e superbo, che sfocia nell’antipatia; dama Pazienza “sopporta” la scappatella del marito e decide nonostante tutto di accudire il figlio bastardo di Chevalier. E così un po’ per tutti i personaggi della storia.
Se da un lato questa decisione viene spiegata affermando che nell’epoca in cui sono ambientati gli avvenimenti era consuetudine chiamare il proprio figlio con un aggettivo che ne potesse segnare il destino e la crescita, dall’altro banalizza forse un po’ troppo il racconto e alle volte sembra di leggere più una storia per bambini che una serie fantasy.

Elementi fantastici che sono presenti nella forma dell’Arte e dello Spirito, due diversi tipi di magia introdotti dalla Hobb che si intrecciano nelle esperienze del protagonista il quale da una parte vorrebbe padroneggiarli entrambi ma dall’altra non ne è ancora in grado oppure viene scoraggiato da altri nel tentativo (questi aspetti diventeranno di particolare importanza nel secondo volume).

Suspense e curiosità sono poi generate dai pirati delle Navi Rosse che imperversano per i Sei Ducati, distruggendo e devastando i territori della costa. L’aspetto fondamentale qui risiede nella forgiatura: i pirati difatti non si limitano ad ucciderne gli abitanti, ma li rapiscono per poterli forgiare, ossia estirpare loro ogni sentimento umano lasciandoli guidati solamente da un profondo odio verso gli altri, amici parenti e famigliari inclusi. Ma che cos’è esattamente la forgiatura? Come si opera? Da dove vengono i pirati? Chi li comanda? Sono tutte domande alle quali potremo avere una risposta solo gustandoci tutta la trilogia.

La Trilogia dei Lungavista è composta da 3 volumi:

  • L’Apprendista Assassino (1995)
  • L’Assassino di Corte (1996)
  • Il Viaggio dell’Assassino (1997)

Valutazione FANTASYSERIES.it:

PRO
  • La narrazione è fluida e si rimane totalmente ammaliati nel seguire le vicende del protagonista, dalla sua infanzia e durante tutti gli avvenimenti che lo portano alla completa maturazione.

CONTRO
  • Poca varietà di ambientazioni.

  • Poca action: combattimenti praticamente nulli, colpi di scena molto rari.

DA TENERE IN CONSIDERAZIONE
– Tipico racconto di formazione, con il protagonista che prende coscienza delle sue capacità attraverso incontri e situazioni particolari.
– Assenza quasi totale di elementi fantastici, dove anche lo Spirito e l’Arte affondano le loro radici nel passato e si configurano come doti genetiche tramandate da padre in figlio.

PERCHÉ AQUISTARLO
Il racconto è scritto magnificamente ed è un vero piacere osservare come Fitz prenda coscienza di se stesso con il passare del tempo e attraverso le esperienze che vive alla corte di re Sagace.
NOTE:

SERIE: La Trilogia Dei Lungavista (titolo originale: The Farseer Trilogy)
AUTORE: Robin Hobb
TITOLO: L’Apprendista Assassino
VOLUME: 1
PRECEDUTO DA:
SEGUITO DA: L’Assassino Di Corte

TITOLO ORIGINALE: Royal Assassin
ANNO PRIMA PUBBLICAZIONE: 1995
ANNO PRIMA PUBBLICAZIONE IN ITALIA: 2003
PRIMA CASA EDITRICE IN ITALIA: Fanucci
ATTUALMENTE EDITO DA: Fanucci
PAGINE: 378 (379 con epilogo)



Per maggiori informazioni: NOTE:
Immagine Slideshow: http://croustipote.deviantart.com


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